Caparra confirmatoria (art. 1385 c.c.)
La caparra confirmatoria è la forma più comune nei contratti immobiliari e freelance. Serve a "confermare" l'accordo e funge da risarcimento minimo predeterminato in caso di inadempimento.
Cosa succede se non si esegue il contratto:
- Se chi ha dato la caparra non adempie → la perde e il venditore la trattiene
- Se chi ha ricevuto la caparra non adempie → deve restituirla doppia
- La parte adempiente può anche chiedere la risoluzione del contratto + risarcimento del danno effettivo (superiore alla caparra)
Caparra penitenziale (art. 1386 c.c.)
La caparra penitenziale funziona come un "prezzo del recesso". Se una parte vuole recedere dal contratto, può farlo perdendo la caparra (chi l'ha data) o restituendola doppia (chi l'ha ricevuta), senza altre conseguenze.
La differenza fondamentale dalla confirmatoria: con la penitenziale, il recesso è un diritto, non un inadempimento. Non si può chiedere l'esecuzione forzata del contratto né ulteriori danni.
Acconto vs caparra: non sono la stessa cosa
Molte persone confondono acconto e caparra, ma sono istituti completamente diversi:
- Acconto: è un anticipo sul prezzo. Se il contratto non si perfeziona, va semplicemente restituito. Non ha funzione risarcitoria automatica.
- Caparra: ha funzione di garanzia e risarcimento. Va espressamente qualificata come tale nel contratto.
Se nel contratto scrivi solo "pagamento di €2.000 a titolo di acconto", stai versando un acconto — non una caparra. Se vuoi la protezione della caparra, devi scrivere esplicitamente "a titolo di caparra confirmatoria ai sensi dell'art. 1385 c.c."
Quando usare l'una o l'altra
Usa la confirmatoria quando vuoi che il contratto si esegua: l'inadempimento è sanzionato e puoi ottenere risarcimenti più alti del valore della caparra.
Usa la penitenziale quando vuoi una "via d'uscita" predeterminata: sai in anticipo quanto ti costerà recedere e non vuoi complicazioni legali successive.
