Cos'è il comodato d'uso gratuito
Il comodato è il contratto con cui una persona (comodante) consegna a un'altra (comodatario) un bene mobile o immobile per un uso determinato, con l'obbligo di restituirlo. La caratteristica fondamentale è la gratuità: se c'è un corrispettivo, non è più comodato ma locazione. La disciplina è contenuta negli artt. 1803-1812 del Codice Civile.
È uno dei contratti più usati in Italia, soprattutto tra familiari. Il caso tipico: un genitore presta un appartamento al figlio che si sposa. Ma si usa anche per auto, attrezzature, uffici, terreni.
Comodato verbale o scritto?
Il codice civile non richiede la forma scritta per il comodato. Un accordo verbale è perfettamente valido. Tuttavia, il contratto scritto è fortemente consigliato perché:
- In caso di lite, senza documento scritto è quasi impossibile dimostrare i termini dell'accordo
- Per ottenere le agevolazioni fiscali IMU (riduzione del 50%), la registrazione del contratto all'Agenzia delle Entrate è obbligatoria
- Il comodatario potrebbe rivendicare diritti che non ha se non ci sono clausole chiare
Obblighi del comodatario
Chi riceve il bene in comodato ha obblighi precisi:
- Custodire il bene con diligenza (art. 1804 c.c.): deve trattarlo come se fosse suo, o meglio
- Usarlo solo per l'uso stabilito: se il comodato è per abitazione, non può usare l'immobile come ufficio o laboratorio
- Non può concederlo a terzi senza il consenso del comodante (art. 1804, comma 2)
- Restituire il bene alla scadenza nello stesso stato in cui lo ha ricevuto, salvo normale usura
- Sostenere le spese ordinarie di conservazione e manutenzione
Il vantaggio fiscale IMU tra parenti
Questo è il motivo principale per cui tanti italiani registrano il comodato: la riduzione del 50% della base imponibile IMU. Per ottenerla, devono sussistere tutte queste condizioni (art. 1, comma 10, L. 208/2015):
- Il comodato deve essere tra genitori e figli (in linea retta di primo grado)
- Il contratto deve essere registrato all'Agenzia delle Entrate
- Il comodante deve possedere al massimo un altro immobile ad uso abitativo nello stesso comune (la propria abitazione principale)
- L'immobile non deve essere di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9 sono escluse)
- Il comodante deve avere la residenza nello stesso comune dell'immobile dato in comodato
Come registrare il contratto
La registrazione si fa all'Agenzia delle Entrate, entro 20 giorni dalla firma, oppure online tramite il portale dell'Agenzia. Servono:
- Due copie del contratto
- Modello 69 compilato
- Imposta di registro fissa: €200
- Marca da bollo: €16 per ogni 4 facciate o 100 righe del contratto
Quando il comodante può riprendersi il bene
Se il contratto ha una scadenza, il comodatario deve restituire il bene alla data stabilita. Se non c'è scadenza (comodato precario), il comodante può richiedere la restituzione in qualsiasi momento con un preavviso ragionevole.
In casi di urgenza imprevista, il comodante può chiedere la restituzione anche prima della scadenza (art. 1809 c.c.), ma deve dimostrare l'urgenza reale.
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